Bellissimo evento e pubblico entusiasta per la manifestazione “Con la musica si può” a favore di AISLA, organizzata dalla Fondazione l’Uomo e il Pellicano e svoltasi, nel pomeriggio di sabato 9 maggio, presso la ex Chiesa anglicana di Bordighera. Bravissimi i musicisti Vitaliano Gallo (fagotto e chitarra) e Cristina Noris (clarinetto), e assai apprezzati gli attori Maura Polito e Matteo Cassini che hanno letto alcune poesie dedicate alla mamma. Tiziana Taggiasco, infermiera e volontaria AISLA, ha raccontato brevemente la situazione dei malati di SLA e ha ribadito l’importanza di non lasciare sole le persone affette da questa malattia – ad oggi inguaribile – e le loro famiglie. Sono stati raccolti circa 300 euro per un piccolo progetto dell’associazione coinvolta.
Pomeriggio emozionante e intellettualmente arricchente quello di giovedì 7 maggio presso la Biblioteca Civica Internazionale di Bordighera: il romanzo introspettivo di Donatella Lauria “La tela dell’anima” ha intrigato il pubblico presente, che ha nondimeno apprezzato la lettura di alcuni brani da parte di studenti del liceo Aprosio di Ventimiglia e ha posto poi varie domande all’autrice. L’incontro era il sesto appuntamento della rassegna ‘Sguardi dentro e fuori di noi’, ideata e curata dalla Fondazione l’Uomo e il Pellicano che, come ha ricordato il presidente Alberto Guglielmi Manzoni, proprio a maggio festeggia i suoi primi tre anni di vita.
Evento partecipato e ricco di emozioni alla Biblioteca Civica Internazionale di Bordighera nel pomeriggio di giovedì 23 aprile. Dichiara Alberto Guglielmi Manzoni, presidente della Fondazione l’Uomo e il Pellicano: “Ho avuto il piacere e l’onore di rievocare la figura, l’opera e il messaggio del premio Nobel per la Pace Albert Schweitzer (1875-1965) che ha segnato il mio percorso intellettuale e a cui idealmente si ispira la fondazione che ho creato tre anni fa”. Il prof. Lorenzo Vizzini ha proiettato e commentato una serie di slides e immagini del medico-missionario e contenenti pensieri e riflessioni dello stesso. L’incontro ha permesso di conoscere meglio e più a fondo questo grande personaggio del Novecento, caduto ormai nell’oblio. Uomo e studioso poliedrico, originale e controverso, Albert Schweitzer è stato un acuto interprete della realtà e un anticipatore di correnti di pensiero divenute sempre più, in questi ultimi decenni, oggetto di grande e rinnovato interesse in seno al dibattito politico e culturale. Alsaziano, figlio e nipote di pastori protestanti (luterani), teologo, studioso di filosofia, letteratura tedesca e religioni orientali, organista e interprete di Bach, Schweitzer all’età di trenta anni decise di studiare medicina a Parigi, specializzandosi poi in medicina tropicale, per andare a curare i lebbrosi nel Gabon, a Lambaréné, dove costrui un ospedale e dove si prese cura di esseri umani e animali sofferenti per oltre cinquanta anni. Nell’arco di quel mezzo secolo non smise, tuttavia, di scrivere saggi e memorie ed ebbe anche periodi di soggiorno in Europa e negli Stati Uniti in cui tenne conferenze e concerti ed ebbe modo di raccogliere fondi per la sua attività umanitaria in Africa. Nel 1953 arrivò il premio Nobel per la Pace, valido per l’anno precedente. Molte le domande e le curiosità del pubblico che ha apprezzato la chiarezza e la passione dei due relatori.
Successo per l’incontro culturale sul tema “Le chiese cristiane e le sfide etiche: riflessioni sul fine vita”, svoltosi nel pomeriggio di giovedì 16 aprile presso la Biblioteca Civica Internazionale di Bordighera. Un pubblico attento e partecipe ha seguito le argomentazioni dei due bravissimi relatori: il prof. Giovanni Perotto, insegnante di religione nei licei, e il pastore valdese Jonathan Terino. Un confronto chiaro e pacato tra un cattolico, esperto anche di questioni bioetiche, e un ministro di culto del mondo protestante, dal quale sono emersi punti di contatto e differenze. In linea molto generale, si può affermare che sia nell’ambito cattolico che in quello protestante sussistono due linee di pensiero che divergono soprattutto sulla traduzione dei principi teologici a livello etico-pratico. Pur tuttavia, c’è convergenza sostanziale nel ribadire alcuni principi fondamentali propri dell’essere cristiani: che a ogni essere umano, cioè, va riconosciuta una dignità piena che non può essere violata neppure nei casi estremi della malattia incurabile, della grave sofferenza e della perdita di capacità autonome; che la libertà dell’uomo si traduce in autodeterminazione relativa e non assoluta (come per il non credente); che la vita umana sotto ogni aspetto va considerata come un bene ricevuto da Dio e perciò è necessario averne massima cura; che la sospensione dei trattamenti sanitari nella forma dell’accanimento terapeutico sia moralmente legittima e doverosa. Le divergenze riguardano invece la valutazione etico-religiosa del suicidio assistito e dell’eutanasia, con particolare riferimento alla loro legalizzazione, e alla possibilità che le cure palliative permettano di ridurre la domanda dell’aiuto a morire. Il prof. Perotto ha ricordato il principio cardine del Magistero della Chiesa cattolica, secondo cui la vita è sacra e come tale va difesa dal concepimento alla morte naturale; il pastore Terino ha ribadito ciò che è ‘sacro’ per il mondo protestante, ovvero che questo concetto è profondamente legato al principio della Sola Scriptura, che pone la Bibbia come l’unica autorità suprema in materia di fede e vita, per cui non è ‘sacra’ tanto la vita in sé quanto piuttosto la relazione diretta tra il credente e Dio.
Bellissimo evento musicale benefico di sabato 28 marzo a Milano organizzato e promosso dalla Fondazione l’Uomo e il Pellicano insieme a Conflavoro PMI Varese e al comitato civico MI’mpegno, presso la sede degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala, per aiutare Portami per Mano Onlus, che si occupa di ragazzi e bambini autistici e portatori di altre fragilità. Straordinaria interpretazione di brani di Beethoven e Brahms da parte del Trio Ecate. L’evento ha avuto il supporto di CenterLife come sponsor e ha visto l’intervento anche dell’avv. Manfredi Sestito, consulente finanziario di Mediobanca Premiere. Al termine dell’evento sono stati raccolti 790 euro
Evento culturale molto partecipato e interessante sulla voltologia e sull’armonia del volto in medicina estetica svoltosi a Milano nel pomeriggio di sabato 21 marzo. Bravissimi i relatori Domenico Esile (esperto di voltologia) e il dottor Florian C. Heydecker (medico chirurgo estetico) per il loro prezioso contributo e assai apprezzato l’intervento musicale del duo Sofjia Dardi (pianoforte) e Daniel Leon (violino).
Grande partecipazione di pubblico al terzo appuntamento culturale della rassegna ‘Sguardi dentro e fuori di noi’ svoltosi nel pomeriggio di giovedi 12 marzo presso la Biblioteca Civica Internazionale di Bordighera sul tema: “La regalità sacra presso gli antichi Liguri”. Ha presentato e moderato l’incontro il fondatore e presidente della Fondazione l’Uomo e il Pellicano Alberto Guglielmi Manzoni. Con interesse ed entusiasmo il pubblico intervenuto ha seguito il discorso del relatore Alessio Bellini, antropologo culturale e scrittore, il quale ha spiegato che i Liguri furono una popolazione vissuta tra i 7mila e i 2mila anni fa tra l’Italia centrale e il sud della Francia. La relazione, partendo dall’importanza della riscoperta delle proprie radici da parte degli abitanti della Liguria, ha toccato particolarmente l’argomento della cosiddetta ‘regalità sacra’: un’indagine attraverso misteriose sepolture, complessi sistemi politici e intriganti miti. In questo viaggio di circa un’ora e mezzo, sono emerse molte curiosità anche relativamente al linguaggio dei Liguri, alla loro religione e alla loro cultura, oltre che al loro rapporto con altre popolazioni dell’antichità, come Romani, Cartaginesi e Celti. Il fascino dei Liguri deriva soprattutto dal mistero che li avvolge, e dalle tante ipotesi che si possono formulare rispetto a questa incredibile civiltà.
Ottima partecipazione di pubblico per l’evento sul ruolo del giornalismo nell’approfondimento della cronaca oltre la notizia, che si è svolto nel pomeriggio di giovedì 19 febbraio presso la Biblioteca Civica Internazionale di Bordighera. Alberto Guglielmi Manzoni, presidente della fondazione, ha ringraziato il numeroso pubblico presente e, dopo aver ricordato i principi ispiratori della fondazione, ha introdotto l’ospite relatore Marco Vallarino. Quest’ultimo ha raccontato al pubblico gli aspetti più significativi del suo percorso professionale: nasce come giornalista cartaceo, dopo aver iniziato a suo tempo gli studi in ingegneria (percorso mai concluso dato il crescente amore per la scrittura) con un orientamento verso il digitale ed è autore anche di racconti e videogiochi testuali. Ha sviluppato poi, nel corso degli anni, un forte interesse per la cronaca nera e per il noir anche se l’obiettivo principale di Vallarino non è tanto e semplicemente quello di sconvolgere o spaventare i suoi lettori quanto piuttosto quello di sorprenderli e divertirli con quelle che Luca Crovi, che ha prefato il suo volume “Tigri d’inchiostro”, ha definito “piccole storie di atrocità quotidiana che oscillano fra la cronaca nera e la fantasia”. Numerose sono state le domande del pubblico, alcune delle quali vertevano sul ruolo del giornalismo nell’attuale società globalizzata e in Italia, oltre che sull’elemento della libertà di espressione dei giornalisti (fino a che punto un giornalista è libero di scrivere ciò che davvero pensa e ritiene conforme alla verità dei fatti), sulle differenze tra giornali cartacei e giornali on line, sulla eccessiva presenza di notizie negative e di fatti di sangue sui mezzi di informazione di massa.
Sanremo: successo per l’iniziativa culturale con la Fondazione l’Uomo e il Pellicano. Partecipata la conferenza sul tema “Dal Lulav alla Rosa Bianca” che si è svolta nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio presso il Floriseum di Sanremo. L’evento era organizzato e promosso dalla Fondazione l’Uomo e il Pellicano. I relatori sono stati il botanico Claudio Littardi e il presidente della fondazione Alberto Guglielmi Manzoni. Dalla Germania del Terzo Reich alla tradizione biblica ebraica, due simboli solo in apparenza lontani si incontrano in un dialogo inatteso: la Rosa Bianca e il lulav. È da questo parallelismo che ha preso avvio la riflessione di Claudio Littardi: “A prima vista i due simboli possono apparire lontani. Eppure, la palma, il cedro, il salice e il mirto che compongono il lulav rappresentano l’unità del popolo ebraico nella sua diversità; allo stesso modo, la Rosa Bianca è emblema del coraggio giovanile e della resistenza etica contro il regime nazista. Dopo la diaspora romana, con la distruzione del Tempio e la dispersione dei figli di Davide, il gesto rituale di stringere tra le mani il lulav manteneva viva la speranza di tornare. Nei secoli delle espulsioni medievali, quel gesto divenne un sussurro identitario, una forma di resistenza silenziosa. È proprio in questo contesto storico che il Ponente ligure entrò in sintonia con il mondo ebraico, grazie al florido mercato delle foglie di palma e dei cedri per la festa autunnale di Sukkot. Un esempio significativo di convivenza e rispetto, costruito attraverso proficue relazioni commerciali che si protrassero fino agli anni Cinquanta del Novecento, grazie al palmeto storico di Bordighera. Poi le funeste leggi razziali. Con la Shoah, poter agitare il lulav non rappresentava più soltanto un rito, ma un gesto di speranza di fronte all’abisso. E oggi, come allora, il lulav continua a parlare: non come reliquia del passato, ma come monito attuale”. Guglielmi Manzoni ha invece approfondito l’aspetto del movimento della Rosa Bianca: “Mentre la storia della resistenza tedesca cospirazionista contro il Nazismo è stata essenzialmente militare (nella misura in cui ha visto protagonisti alte figure dei servizi segreti, dell’esercito, della Gestapo, eccetera), quella del movimento della Rosa Bianca ha riguardato un movimento soprattutto di giovani universitari tra i 20 e i 25 anni, non violento, il quale intese portare avanti la propria battaglia di informazione e resistenza passiva con lo scopo di smuovere le coscienze e provocare un moto di ribellione all’interno del popolo tedesco. Quasi tutti furono arrestati e condannati a morte, colpevoli di alto tradimento per avere stampato e diffuso in varie città tedesche sei volantini tra l’estate del 1942 e il febbraio 1943. Questi giovani cercavano un rinnovamento dall’interno dello spirito tedesco così gravemente ferito. I primi ad essere arrestati furono i fratelli Hans (24 anni) e Sophie Scholl (21 anni) insieme a Cristoph Probst (23 anni) e furono condannati a morte con decapitazione il 22 febbraio 1943 nel carcere di Stadelheim (Monaco di Baviera); il 13 luglio dello stesso anno subirono uguale pena Alexander Schmorell (25 anni), Willi Graf (25 anni) e il loro professore Kurt Huber (49 anni). Merita anche ricordare che i giovani protagonisti della Rosa Bianca erano animati da una profonda spiritualità cristiana. Tra loro c’erano protestanti, cattolici e ortodossi. Diedero prova di un coraggio e di uno spirito di sacrificio straordinari, affrontando con dignità e consapevolezza le drammatiche prove cui furono sottoposti”.
Grande successo di pubblico alla conferenza sull’Intelligenza Artificiale svoltasi nel pomeriggio di giovedì 15 gennaio alla Biblioteca Civica Internazionale di Bordighera. La conferenza ha inaugurato la rassegna ‘Sguardi dentro e fuori di noi’, ideata e promossa dalla Fondazione l’Uomo e il Pellicano, e ha avuto come relatore il prof. Andrea Cartotto, docente di Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, divulgatore e formatore professionista. Andrea Cartotto ha saputo esprimere in modo chiaro, efficace ed avvincente tematiche complesse. Nella sua relazione ha ribadito la fondamentale differenza tra ciò che un programma o dispositivo informatico può offrire (e che è sempre limitato in quanto privo di neuroni e di intelligenza) e ciò di cui noi esseri umani siamo capaci in termini di profondità di analisi e consapevolezza di conoscenze. Ha abbracciato un ampio arco concettuale e temporale: dall’opera innovativa compiuta dal matematico britannico Alan Turing, padre della crittografia, alle varie tipologie di Intelligenza Artificiale (percettiva, generativa, quella che prende corpo attraverso, ad esempio, i robot) alle più recenti normative (europea e italiana) in materia di IA, proponendo al pubblico esempi concreti di risposte di Gemini a domande generiche o molto dettagliate di noi esseri umani. Numerose sono state le domande e le curiosità del pubblico. Molto soddisfatto e contento il presidente della fondazione Alberto Guglielmi Manzoni che ha infine ringraziato le tante persone intervenute e ha ricordato il prossimo appuntamento della rassegna alla Biblioteca Civica Internazionale di Bordighera: giovedì 19 febbraio il tema sarà il giornalismo di inchiesta e alcuni fatti di cronaca nella Liguria degli ultimi anni; se ne parlerà col giornalista del SECOLO XIX e scrittore Marco Vallarino.
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