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  • Post by Luca Toscano
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Evento partecipato e ricco di emozioni alla Biblioteca Civica Internazionale di Bordighera nel pomeriggio di giovedì 23 aprile.

Dichiara Alberto Guglielmi Manzoni, presidente della Fondazione l’Uomo e il Pellicano: “Ho avuto il piacere e l’onore di rievocare la figura, l’opera e il messaggio del premio Nobel per la Pace Albert Schweitzer (1875-1965) che ha segnato il mio percorso intellettuale e a cui idealmente si ispira la fondazione che ho creato tre anni fa”. Il prof. Lorenzo Vizzini ha proiettato e commentato una serie di slides e immagini del medico-missionario e contenenti pensieri e riflessioni dello stesso. L’incontro ha permesso di conoscere meglio e più a fondo questo grande personaggio del Novecento, caduto ormai nell’oblio. Uomo e studioso poliedrico, originale e controverso, Albert Schweitzer è stato un acuto interprete della realtà e un anticipatore di correnti di pensiero divenute sempre più, in questi ultimi decenni, oggetto di grande e rinnovato interesse in seno al dibattito politico e culturale. Alsaziano, figlio e nipote di pastori protestanti (luterani), teologo, studioso di filosofia, letteratura tedesca e religioni orientali, organista e interprete di Bach, Schweitzer all’età di trenta anni decise di studiare medicina a Parigi, specializzandosi poi in medicina tropicale, per andare a curare i lebbrosi nel Gabon, a Lambaréné, dove costrui un ospedale e dove si prese cura di esseri umani e animali sofferenti per oltre cinquanta anni. Nell’arco di quel mezzo secolo non smise, tuttavia, di scrivere saggi e memorie ed ebbe anche periodi di soggiorno in Europa e negli Stati Uniti in cui tenne conferenze e concerti ed ebbe modo di raccogliere fondi per la sua attività umanitaria in Africa. Nel 1953 arrivò il premio Nobel per la Pace, valido per l’anno precedente.
Molte le domande e le curiosità del pubblico che ha apprezzato la chiarezza e la passione dei due relatori.

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