Bellissimo evento musicale benefico di sabato 28 marzo a Milano organizzato e promosso dalla Fondazione l’Uomo e il Pellicano insieme a Conflavoro PMI Varese e al comitato civico MI’mpegno, presso la sede degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala, per aiutare Portami per Mano Onlus, che si occupa di ragazzi e bambini autistici e portatori di altre fragilità. Straordinaria interpretazione di brani di Beethoven e Brahms da parte del Trio Ecate. L’evento ha avuto il supporto di CenterLife come sponsor e ha visto l’intervento anche dell’avv. Manfredi Sestito, consulente finanziario di Mediobanca Premiere. Al termine dell’evento sono stati raccolti 790 euro
Evento culturale molto partecipato e interessante sulla voltologia e sull’armonia del volto in medicina estetica svoltosi a Milano nel pomeriggio di sabato 21 marzo. Bravissimi i relatori Domenico Esile (esperto di voltologia) e il dottor Florian C. Heydecker (medico chirurgo estetico) per il loro prezioso contributo e assai apprezzato l’intervento musicale del duo Sofjia Dardi (pianoforte) e Daniel Leon (violino).
Grande partecipazione di pubblico al terzo appuntamento culturale della rassegna ‘Sguardi dentro e fuori di noi’ svoltosi nel pomeriggio di giovedi 12 marzo presso la Biblioteca Civica Internazionale di Bordighera sul tema: “La regalità sacra presso gli antichi Liguri”. Ha presentato e moderato l’incontro il fondatore e presidente della Fondazione l’Uomo e il Pellicano Alberto Guglielmi Manzoni. Con interesse ed entusiasmo il pubblico intervenuto ha seguito il discorso del relatore Alessio Bellini, antropologo culturale e scrittore, il quale ha spiegato che i Liguri furono una popolazione vissuta tra i 7mila e i 2mila anni fa tra l’Italia centrale e il sud della Francia. La relazione, partendo dall’importanza della riscoperta delle proprie radici da parte degli abitanti della Liguria, ha toccato particolarmente l’argomento della cosiddetta ‘regalità sacra’: un’indagine attraverso misteriose sepolture, complessi sistemi politici e intriganti miti. In questo viaggio di circa un’ora e mezzo, sono emerse molte curiosità anche relativamente al linguaggio dei Liguri, alla loro religione e alla loro cultura, oltre che al loro rapporto con altre popolazioni dell’antichità, come Romani, Cartaginesi e Celti. Il fascino dei Liguri deriva soprattutto dal mistero che li avvolge, e dalle tante ipotesi che si possono formulare rispetto a questa incredibile civiltà.
Ottima partecipazione di pubblico per l’evento sul ruolo del giornalismo nell’approfondimento della cronaca oltre la notizia, che si è svolto nel pomeriggio di giovedì 19 febbraio presso la Biblioteca Civica Internazionale di Bordighera. Alberto Guglielmi Manzoni, presidente della fondazione, ha ringraziato il numeroso pubblico presente e, dopo aver ricordato i principi ispiratori della fondazione, ha introdotto l’ospite relatore Marco Vallarino. Quest’ultimo ha raccontato al pubblico gli aspetti più significativi del suo percorso professionale: nasce come giornalista cartaceo, dopo aver iniziato a suo tempo gli studi in ingegneria (percorso mai concluso dato il crescente amore per la scrittura) con un orientamento verso il digitale ed è autore anche di racconti e videogiochi testuali. Ha sviluppato poi, nel corso degli anni, un forte interesse per la cronaca nera e per il noir anche se l’obiettivo principale di Vallarino non è tanto e semplicemente quello di sconvolgere o spaventare i suoi lettori quanto piuttosto quello di sorprenderli e divertirli con quelle che Luca Crovi, che ha prefato il suo volume “Tigri d’inchiostro”, ha definito “piccole storie di atrocità quotidiana che oscillano fra la cronaca nera e la fantasia”. Numerose sono state le domande del pubblico, alcune delle quali vertevano sul ruolo del giornalismo nell’attuale società globalizzata e in Italia, oltre che sull’elemento della libertà di espressione dei giornalisti (fino a che punto un giornalista è libero di scrivere ciò che davvero pensa e ritiene conforme alla verità dei fatti), sulle differenze tra giornali cartacei e giornali on line, sulla eccessiva presenza di notizie negative e di fatti di sangue sui mezzi di informazione di massa.
Sanremo: successo per l’iniziativa culturale con la Fondazione l’Uomo e il Pellicano. Partecipata la conferenza sul tema “Dal Lulav alla Rosa Bianca” che si è svolta nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio presso il Floriseum di Sanremo. L’evento era organizzato e promosso dalla Fondazione l’Uomo e il Pellicano. I relatori sono stati il botanico Claudio Littardi e il presidente della fondazione Alberto Guglielmi Manzoni. Dalla Germania del Terzo Reich alla tradizione biblica ebraica, due simboli solo in apparenza lontani si incontrano in un dialogo inatteso: la Rosa Bianca e il lulav. È da questo parallelismo che ha preso avvio la riflessione di Claudio Littardi: “A prima vista i due simboli possono apparire lontani. Eppure, la palma, il cedro, il salice e il mirto che compongono il lulav rappresentano l’unità del popolo ebraico nella sua diversità; allo stesso modo, la Rosa Bianca è emblema del coraggio giovanile e della resistenza etica contro il regime nazista. Dopo la diaspora romana, con la distruzione del Tempio e la dispersione dei figli di Davide, il gesto rituale di stringere tra le mani il lulav manteneva viva la speranza di tornare. Nei secoli delle espulsioni medievali, quel gesto divenne un sussurro identitario, una forma di resistenza silenziosa. È proprio in questo contesto storico che il Ponente ligure entrò in sintonia con il mondo ebraico, grazie al florido mercato delle foglie di palma e dei cedri per la festa autunnale di Sukkot. Un esempio significativo di convivenza e rispetto, costruito attraverso proficue relazioni commerciali che si protrassero fino agli anni Cinquanta del Novecento, grazie al palmeto storico di Bordighera. Poi le funeste leggi razziali. Con la Shoah, poter agitare il lulav non rappresentava più soltanto un rito, ma un gesto di speranza di fronte all’abisso. E oggi, come allora, il lulav continua a parlare: non come reliquia del passato, ma come monito attuale”. Guglielmi Manzoni ha invece approfondito l’aspetto del movimento della Rosa Bianca: “Mentre la storia della resistenza tedesca cospirazionista contro il Nazismo è stata essenzialmente militare (nella misura in cui ha visto protagonisti alte figure dei servizi segreti, dell’esercito, della Gestapo, eccetera), quella del movimento della Rosa Bianca ha riguardato un movimento soprattutto di giovani universitari tra i 20 e i 25 anni, non violento, il quale intese portare avanti la propria battaglia di informazione e resistenza passiva con lo scopo di smuovere le coscienze e provocare un moto di ribellione all’interno del popolo tedesco. Quasi tutti furono arrestati e condannati a morte, colpevoli di alto tradimento per avere stampato e diffuso in varie città tedesche sei volantini tra l’estate del 1942 e il febbraio 1943. Questi giovani cercavano un rinnovamento dall’interno dello spirito tedesco così gravemente ferito. I primi ad essere arrestati furono i fratelli Hans (24 anni) e Sophie Scholl (21 anni) insieme a Cristoph Probst (23 anni) e furono condannati a morte con decapitazione il 22 febbraio 1943 nel carcere di Stadelheim (Monaco di Baviera); il 13 luglio dello stesso anno subirono uguale pena Alexander Schmorell (25 anni), Willi Graf (25 anni) e il loro professore Kurt Huber (49 anni). Merita anche ricordare che i giovani protagonisti della Rosa Bianca erano animati da una profonda spiritualità cristiana. Tra loro c’erano protestanti, cattolici e ortodossi. Diedero prova di un coraggio e di uno spirito di sacrificio straordinari, affrontando con dignità e consapevolezza le drammatiche prove cui furono sottoposti”.
Grande successo di pubblico alla conferenza sull’Intelligenza Artificiale svoltasi nel pomeriggio di giovedì 15 gennaio alla Biblioteca Civica Internazionale di Bordighera. La conferenza ha inaugurato la rassegna ‘Sguardi dentro e fuori di noi’, ideata e promossa dalla Fondazione l’Uomo e il Pellicano, e ha avuto come relatore il prof. Andrea Cartotto, docente di Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, divulgatore e formatore professionista. Andrea Cartotto ha saputo esprimere in modo chiaro, efficace ed avvincente tematiche complesse. Nella sua relazione ha ribadito la fondamentale differenza tra ciò che un programma o dispositivo informatico può offrire (e che è sempre limitato in quanto privo di neuroni e di intelligenza) e ciò di cui noi esseri umani siamo capaci in termini di profondità di analisi e consapevolezza di conoscenze. Ha abbracciato un ampio arco concettuale e temporale: dall’opera innovativa compiuta dal matematico britannico Alan Turing, padre della crittografia, alle varie tipologie di Intelligenza Artificiale (percettiva, generativa, quella che prende corpo attraverso, ad esempio, i robot) alle più recenti normative (europea e italiana) in materia di IA, proponendo al pubblico esempi concreti di risposte di Gemini a domande generiche o molto dettagliate di noi esseri umani. Numerose sono state le domande e le curiosità del pubblico. Molto soddisfatto e contento il presidente della fondazione Alberto Guglielmi Manzoni che ha infine ringraziato le tante persone intervenute e ha ricordato il prossimo appuntamento della rassegna alla Biblioteca Civica Internazionale di Bordighera: giovedì 19 febbraio il tema sarà il giornalismo di inchiesta e alcuni fatti di cronaca nella Liguria degli ultimi anni; se ne parlerà col giornalista del SECOLO XIX e scrittore Marco Vallarino.
All’interno e nell’ambito delle manifestazioni del Sanremo Nobel Peace Day del 10 dicembre, organizzato dalla Alfred Nobel International Association Sanremo, anche la Fondazione l’Uomo e il Pellicano sarà protagonista con una conferenza sull’affascinante tema “Olivo, messaggero di pace tra i popoli. Dai luoghi biblici alle colline di Sanremo”. La conferenza avrà luogo mercoledì 10 dicembre nella sala di Palazzo Roverizio di Sanremo (al primo piano, in via Escoffier 29, con accesso anche da via Palazzo) con inizio alle ore 16.30. Guglielmi Manzoni, fondatore e presidente della Fondazione l’Uomo e il Pellicano, e il botanico Claudio Littardi racconteranno la straordinaria migrazione dell’olivo: un viaggio millenario che parte dall’Oriente biblico e giunge fino ai nostri giorni, attraverso la simbologia che unisce le culture del Mediterraneo. Littardi si soffermerà sugli aspetti di questo albero che, nei secoli, ha accompagnato i flussi di popoli, idee e religioni diventando simbolo di pace e speranza. Messaggio che a Sanremo vive sulle sue colline, nell’ulivo secolare del Poggio, che con le sue fronde rivolte al mare, si erge ancora oggi come testimone e potente simbolo di pace. Guglielmi Manzoni, invece, illustrerà la figura, l’opera e il messaggio dello svedese Alfred Nobel che proprio a Sanremo ha deciso di trascorrere gli ultimi anni della sua vita e qui ha concepito il testamento che ha poi portato alla nascita del famoso e prestigioso premio. La cittadinanza e gli ospiti sono cordialmente invitati.
Successo di pubblico e grandi emozioni all’evento musicale benefico “Musica che cura”, svoltosi la mattina di sabato 29 novembre presso la sede degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala di Milano a sostegno di Progetto Itaca, rappresentata da Floriana Fiore, responsabile della comunicazione della associazione. Il presidente Guglielmi Manzoni ha espresso un plauso all’eccellente pianista Andrea Tamburelli e al giovane duo di musicisti Sofija Dardi (piano) e Daniel Leon (violino), e un sincero ringraziamento al segretario Claudio Calcinati per l’impegno profuso; a Conflavoro PMI Varese, al comitato civico MI’impegno, ai tre Rotaract del capoluogo lombardo coinvolti (Milano Leonardo Da Vinci, Milano Sforza, Europa Fenice) nonché al dr. Claudio Candela (fisico e informatico) che, insieme al prof. Claude Kanah e al medico Sonia di Carlo, ha illustrato al pubblico un importante progetto sull’uso dell’intelligenza artificiale nella diagnosi, cura e prevenzione di tumori e neoplasie.
Successo di pubblico e grandi emozioni all’evento di mercoledì 19 novembre presso il Floriseum di Sanremo: “La Palma da datteri, albero della vita”, un evento che ha celebrato la palma da datteri come simbolo di storia, cultura e spiritualità del Mediterraneo e della Riviera ligure. Il fondatore e presidente della Fondazione l’Uomo e il Pellicano Alberto Guglielmi Manzoni ha introdotto l’iniziativa, illustrando natura, scopi e attività della fondazione. Guglielmi Manzoni e il botanico Claudio Littardi hanno guidato i presenti in un affascinante viaggio tra botanica, domesticazione, coltivazione, simbologia e sacralità della palma nelle antiche civiltà. Il botanico Claudio Littardi, in modo avvincente e appassionato, ha spiegato come fin dalla notte dei tempi, questo albero emblematico ha rappresentato un ponte tra l’umanità e i misteri della vita, evocando fertilità, longevità e vittoria: emblema del caldo Sud, la palma si è fusa con il sole e il mare, componendo l’iconico paesaggio mediterraneo. Prima, durante e al termine della conferenza ci sono stati momenti di danza del ventre ispirata agli antichi riti di fertilità mesopotamici, greci e andalusi, che hanno celebrato la femminilità e il ciclo della vita. Le brave danzatrici Licia, Loredana, Cinzia, Stefania, Tiziana della Scuola di danza Orientale e Indiana Bollywood ‘Nadija’s Oriental Dancers’ si sono esibite sulle note delle tradizionali musiche folkloristiche Muwashshah e Raks al-Sayya, culminando con la suggestiva coreografia dei ‘lumini’, accompagnata dalla celebre ‘Desert Rose’ di Sting”. Il pomeriggio è stato arricchito dalla lettura di poesie dedicate alle palme di Sanremo, scritte dal poeta sanremasco Lionello Brea capace, come sempre, di emozionare con la sua profondità e sensibilità. A conclusione dell’evento, i partecipanti hanno potuto gustare diverse varietà di datteri e assaporare un delizioso dolce preparato dalla signora Gabriella Berardinelli con i succosi frutti del deserto, aiutata dalla past president di FIDAPA Sanremo Gabriella Imperlini, dalla signora Olimpia Delmotto e dalla signora Dina Barla De Guglielmi.
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