Successo per l’incontro culturale sul tema “Le chiese cristiane e le sfide etiche: riflessioni sul fine vita”, svoltosi nel pomeriggio di giovedì 16 aprile presso la Biblioteca Civica Internazionale di Bordighera. Un pubblico attento e partecipe ha seguito le argomentazioni dei due bravissimi relatori: il prof. Giovanni Perotto, insegnante di religione nei licei, e il pastore valdese Jonathan Terino. Un confronto chiaro e pacato tra un cattolico, esperto anche di questioni bioetiche, e un ministro di culto del mondo protestante, dal quale sono emersi punti di contatto e differenze. In linea molto generale, si può affermare che sia nell’ambito cattolico che in quello protestante sussistono due linee di pensiero che divergono soprattutto sulla traduzione dei principi teologici a livello etico-pratico. Pur tuttavia, c’è convergenza sostanziale nel ribadire alcuni principi fondamentali propri dell’essere cristiani: che a ogni essere umano, cioè, va riconosciuta una dignità piena che non può essere violata neppure nei casi estremi della malattia incurabile, della grave sofferenza e della perdita di capacità autonome; che la libertà dell’uomo si traduce in autodeterminazione relativa e non assoluta (come per il non credente); che la vita umana sotto ogni aspetto va considerata come un bene ricevuto da Dio e perciò è necessario averne massima cura; che la sospensione dei trattamenti sanitari nella forma dell’accanimento terapeutico sia moralmente legittima e doverosa. Le divergenze riguardano invece la valutazione etico-religiosa del suicidio assistito e dell’eutanasia, con particolare riferimento alla loro legalizzazione, e alla possibilità che le cure palliative permettano di ridurre la domanda dell’aiuto a morire. Il prof. Perotto ha ricordato il principio cardine del Magistero della Chiesa cattolica, secondo cui la vita è sacra e come tale va difesa dal concepimento alla morte naturale; il pastore Terino ha ribadito ciò che è ‘sacro’ per il mondo protestante, ovvero che questo concetto è profondamente legato al principio della Sola Scriptura, che pone la Bibbia come l’unica autorità suprema in materia di fede e vita, per cui non è ‘sacra’ tanto la vita in sé quanto piuttosto la relazione diretta tra il credente e Dio.







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